giovedì , marzo 23 2017
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IL MALATO DA SALVARE

l’Italia e il mondo sono veramente malati da salvare?

Ieri sera ho partecipato ad un’interessante serata organizzata dal Sindaco di Limone Piemonte Francesco Revelli, in cui era presente il Presidente della Fondazione Crc Ezio Falco.

Voglio parlarvi di uno spunto emerso dalle parole di Falco

Il debito pubblico è sempre stato su livelli troppo alti, per un paese civile, quale vuole essere il nostro, tuttavia fino a pochi anni fa’ quando era già ben superiore ai 1.500 miliardi di euro nessuno si preoccupava, si stava bene, pochi parlavano di crisi e la parola spread non faceva parte del nostro vocabolario.

Oggi molti si chiedono: perchè prima vivevamo bene, anzi benissimo ed ora siamo tutti preoccupati?

La spiegazione è semplice: nel mondo è partita un’epidemia che ha avuto il suo inizio in America, per poi coinvolgere l’ Europa.

Veniamo a noi: per colpa del nostro debito pubblico, vicino ai 2.000 miliardi di euro, siamo uno degli stati più deboli e più vulnerabili.

Quindi la nostra malattia si chiama debito pubblico.

E’ lui che ci fa star male.

Trattandosi di epidemia siamo tutti malati.

Alcuni, tra cui il nostro belpaese, per colpa del debito pubblico, sono più malati e quindi più difficili da curare.

Pensate che le nostre medicine (interessi-spread) ci costano circa 80 miliardi di euro all’anno e sono indispensabili per non morire (default dello Stato).

Tanto per avere un ordine di grandezza: se tutti i capitali delle fondazioni bancarie italiane venissero assorbiti e immessi nel bilancio statale porteremo a casa 50 miliardi di euro, poco più della metà di una rata annuale di interessi, sei mesi di sopravvivenza.

Tuttavia non basta curare il malato, nel nostro caso bisogna anche farlo lavorare, ossia creare sviluppo, altrimenti tutto il sistema si ferma.

La nostra generazione, che ha creato la malattia, ha l’obbligo di curare e di far riprendere il malato per non lasciare ai nostri figli un cadavere.

Quindi poche “chiacchiere”, concentriamoci sulla malattia e sul lavoro.

Il malato deve riprendersi velocemente e …………lavorare!

Piermario Giordano

 

86 commenti

  1. Molti valori sono stati persi, molti significati non rispecchiano più il vero senso della parola. Tu dici “lavorare”. Lavorare significa produrre un bene o un servizio. La produzione di un bene deve avere una pianificazione: il bene prodotto deve servire a qualcuno, deve essere “commercialiazzato” o “usufruito” Io sono certo che se facessimo un censimento del lavoro in Italia emergerebbe un dato SCANDALOSO! Se escludiamo il settore privato, nel pubblico il lavoro è un costo o fondo perso e, siccome ormai questo costo ha superato la vera produzione di ricchezza ecco una causa delle nostra malattia. Ti ho parlato in precedenza di parassiti, forse non ho centrato il paragone ma, se ne parli con un contadino, questo capisce al volo, Una pianta, per robusta che sia, quando viene attaccata dai parassiti, muore. Ne avrei altre cose da dire ma “il lavoro mi aspetta” :-) Ciao Pier!!!!!!!!!!

    • Piermario Giordano

      Molti si riempiono la bocca di belle parole, etica, politiche giovanili, cultura, scuola.
      Se attorno a tutto ciò non pensiamo a creare lavoro cosa ce ne facciamo, nulla.
      Ti faccio un esempio, Gigetto.
      I giovani non hanno bisogno di soldi per organizzare fiere o fare festa è venuto il momento di dare ai giovani i soldi per creare lavoro.
      Altrimenti continuiamo a sbagliare e consegniamo a loro il famoso malato terminale.

  2. quando si dice prediacr bene,che ia il capo di una fondazione bancaria che dica queste parole,non mi stupisce,ma ci rendiamo conto che questa crisi è stata generata a doc proprio dalle banche?E poi,parliamo di lavorare,quando oggi,come oggi,il problema prioritario è la disoccuppazione,per favore,cerchiamo di vivere tutti in una dimensione terrena,smettiamola di cercare il capo espiatorio,sappiamo benissimo tutti da cosa è stata generata le crisi ,e quale sia l’unico antidoto.
    ,mi avvalgo dell’esempio di Gigetto,se il contadino abbatte la pianta robusta attaccata dai parassiti,
    facciamo la stessa cosa con le banche che non sono attaccate dai parassiti,ma bensi SONO I PARASSITI.
    ciao

  3. Piermario Giordano

    Hai ragione Osmar, le Banche hanno approfittato del sistema ed il sistema le ha salvate o meglio ha cercato di salvarle.
    Se i grandi del mondo avessero abbattuto quelle che tu chiami parassiti ossia le Banche, avremmo avuto delle conseguenze drammatiche perchè molti di noi avrebbero perso i risparmi di una vita.
    Io dico, ora basta, non diamo più soldi alle banche, combattiamo gli sprechi, blocchiamo l’emorragia del debito pubblico e usiamo il poco denaro che abbiamo per creare lavoro. Lo so non è facile ma abbiamo il dovere di provarci. Ciao

  4. Bisogna dare un pò di Red Bull a questa Italia e fargli mettere le ali per farla ripartire alla grande….

  5. ….. Tutti quanti gli interventi interessanti ma non ci sono soluzioni nel mentre lo spread rimane ancora l incubo di molti anche domani visto che la giornata borsistica è ormai terminata e le paure terminate…… Qualcuno ha la soluzione Anche solo x la nostra ecomomia locale che è quella che ci interessa di più

  6. Parole giuste…, PECCATO che i componenti DELL ASSESORATO comunale non ne sono competenti visto che curano i loro propri interressi ECONOMICI magari rittoccandosi il proprio stipendio….lasciando i giovani allo sbaraglio e cattiva strada

    • Piermario Giordano

      Penso che a livello locale, ovvero comunale tutti cercano di fare il possibile, alle volte manca loro il potere e la bacchetta magica………….sulle capacità non spetta a me giudicare.

  7. Stuzzicato dalla lettura delle tue risposte, che in effetti sono sempre molto “equilibrate”, ti propongo un altro interrogativo. Secondo te in Italia si cerca il posto di LAVORO o il posto di STIPENDIO? Inoltre è noto che ormai il posto di lavoro è diventato raro ma, richiamandomi al mio intervento precedente, secondo te i posti di lavoro attuali posso permettersi di pagare i “posti di stipendio” che abbiamo creato? Più polemicamente ancora ti chiedo, secondo te se continueremo a tassare senza “tagliare”, riuscirà ancora l’INPS a pagare le pensioni? Pensalo pure che sono pessimista ma io non vedo vie d’uscita se non un taglio consistente delle tasse sul lavoro affinchè le nostre produzioni diventino competitive, altrimenti “ciao Turin” suma bele ruvinà!!!!! Ciao Pier ( cmq tenuma dur che se fuma fora i ciarlatan e i cravatè poi jè niun cineis che se bat, i piemunteis sun pi fort che l’ bruss :-) ) *se non capisci il mio piemontese sono disposto a farti delle lezioni gratis :-)

  8. Piermario Giordano

    Mamma mia, alle 21,00 prima di cenare è difficile rispondere in modo “equilibrato”.
    Ci provo:
    - Penso che in Italia per colpa della mia generazione i giovani cercano più il “posto di stipendio”, proprio questa sera ero da un cliente, aveva il televisore acceso e c’era un signore cinquantenne che evidenziava il fatto che gli italiani sono meno affamati degli stranieri e lui si trova costretto ad assumere gli stranieri in luogo degli italiani;
    - E’ chiaro che un posto fisso o un posto di “stipendio” come lo chiami tu è diventato raro quasi come un fungo porcino, sono pochissimi e i posti di lavoro veri non possono più permettersi di pagarli;
    - L’INPS ha un buon serbatoio per un po’ ce la può ancora fare;
    - Le nostre aziende devono guardare all’estero, verso quei paesi che consumano, lavorare, creare lavoro in Italia ed esportare nei paesi in via di sviluppo che per fortuna sono tanti.
    Il piemontese lo capisco e lo parlo bene anche se ho un cognome molto diffuso a Napoli.
    Ciao Gigetto.

  9. Mi risulta che nell ultimo consiglio comunale siano state fatte POCHE parole sul tema del lavoro….. Perciò FATTI meno che ZERO….Intervento durato 5 minuti non di più visto che doveva essere un argomento molto importante… Questo mi fa capire che nessuno ha la soluzione al problema. (non serve la bacchetta magica) Molto male domani lo spread tornerà a salire (PECCATO)……… La soluzione esiste da tempo ma nessun del consiglio ha interesse ad attuarla (MOLTO MALE)…….

  10. Piermario Giordano

    Luca Rovera, penso che ti riferisci al Consiglio Comunale di Borgo San Dalmazzo e siccome l’intervento di 5 minuti è stato il mio, ritengo di essere autorizzato a risponderti cio’ che segue anche anome degli altri del componenti del gruppo PER BORGO: non servono tante parole, non serve parlare per ore del lavoro, servono i fatti.
    Abbiamo chiesto di partecipare ad un tavolo concreto ed operativo in cui si possano fare delle proposte.
    A settembre se il Sindaco non convocherà tale tavolo, lo faremo noi ed in ogni caso faremo delle proposte concrete.
    Fatti e non parole, basta chiacchiere.

  11. CHI VIVRÀ….. VEDRÀ con ciò mi riferisco a persone che oggi sono x strada (nessun riferimento alla mia persona) e alle aziende del comune che anche oggi aprono con la paura di chiudere x sempre

  12. Piermario Giordano

    Creare posti di lavoro, non è certamente facile e non dipende solo dai politici c’è bisogno di fare sistema e sinergia fra le varie realtà.
    A livello locale gli amministratori pubblici e le aziende rappresentate dalle Associazioni di categoria devono per forza dialogare ma ripeto non serve parlare bisogna fare delle proposte e pensare a creare lavoro, per i giovani.

  13. Visto che non sono ne imprenditore e ne politico posso partecipare anche io con le mie proposte o devo rimanere al PALO visto che sono un non Bancabile ?

  14. Piermario Giordano

    Caro Luca Rovera, puoi formulare le tue proposte tramite noi, fungeremo da portavoce. Scrivi una e-mail a info@perborgosd.it e stanne pur certo che sarai ascoltato e ben rappresentato. Tutti i cittadini possono e devono partecipare.Grazie.

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