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LA DISCARICA DI BORGO SAN DALMAZZO CON I SUOI “ODORI”

ODORILa questioni dei “profumi” rilasciati dall’impianto di lavorazione del compost, situato sul lato destro orografico del torrente Stura, arrovella da lungo tempo la Comunità borgarina, e non solo.

Un impianto tecnologico che venne costruito per trattare oltre 30.000 tonnellate di organico ( avanzi di cucina, scarti mercatali, ecc) l’anno e che di fatto ne ha sempre trattate molto meno della metà.

Sotto il profilo dell’economia d’impianto la situazione, nonostante il non sfruttamento pieno, ha continuato a rappresentare un valore economico positivo.

La positività, invece, la si perde sul fronte degli odori, nelle giornate ad alto contenuto di umidità e in assenza di vento.

Questo è un problema.

Su questa non positività per la collettività borgarina l’ACSR (Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti, ubicata nel territorio di Borgo san Dalmazzo ), da anni si prodiga in sforzi tecnologici e biologici rilevanti.

DISCARICASi riportano qui di seguito alcuni interventi operativi realizzati nel tempo e finalizzati all’abbattimento degli odori, quali: sostituzione dei biofiltri, trattamenti mediante soluzioni enzimatiche del materiale organico stabilizzato in uscita., trattamenti specifici dei flussi d’aria nel settore della biossidazione.

Infine, recentemente, l’introduzione di un nuovo biofiltro più performante ed in parallelo la coinbentazione delle tubazioni di aspirazione, onde evitare l’abbassamento della temperatura dell’aria, in fase di trasferimento della stessa, ai biofiltri.

Nonostante questi investimenti la problematica permane e ovviamente ha impatti non positivi sulle sensibilità collettive del territorio.

In questo periodo la questione è tornata al centro di un dibattito correlato alle scelte impiantistiche di trattamento finale rifiuti, riguardanti l’intero territorio cuneese.

Scelte impiantistiche non più differibili in relazione al prossimo cambio radicale delle modalità di raccolta rifiuti, dalla raccolta su strada a quella domiciliare o più comunemente denominata porta a porta.

DISCARICA1Per bilanciare l’incremento certo dei costi che comporterà il cambio di modalità di raccolta rifiuti ( più impegni lavorativi, ecc, ), la questione impiantistica, per lavorare al meglio e produttivamente le frazione differenziate raccolte, diventerà davvero strategica.

Il territorio cuneese sarà chiamato a razionalizzare i suoi impianti, cioè non avere doppi impianti insaturi, e fare scelte precise che trovino il più ampio consenso dei cittadini.

Le frazioni da gestire saranno, la plastica, il vetro, l’organico ( avanzi di cucina, verde, ecc.), la carta e l’avanzo del differenziato, cioè l’indiferrenziato.

Tornando da dove abbiamo iniziato il nostro ragionamento, cioè il sito di Borgo San Dalmazzo e la questione dei “profumi”, l’idea tutta da condividere è quella di potenziare la lavorazione della plastica, di continuare a lavorare la frazione secca, il legno, ecc, per continuare ad alimentare la piattaforma di servizio alla Buzzi Unicem, consentendo a questa Azienda di utilizzare materiali meno inquinanti di alimentazione dei forni cementiferi.

Inoltre, continuare la gestione dell’area ecologica intercomunale e poi rimane da definire l’eventuale continuazione della lavorazione dell’organico.

Su questo punto l’orientamento, al momento, non è consolidato.

ODORI1Alcuni non vorrebbero più la lavorazione a Borgo S. Dalmazzo, altri , pur consapevoli delle problematiche afferenti agli odori, vorrebbero dismettere definitivamente il vecchio impianto per realizzarne uno ad alto contenuto tecnologico, finalizzato al trattamento anaerobico, con un quasi azzeramento degli odori.

La questione è aperta e toccherà alle Amministrazioni Comunali ed ai Cittadini del territorio decidere il futuro della lavorazione “profumata”.

Decisione sicuramente non facile, come d’altra parte tutte le decisioni su temi importanti ed ad alto impatto sui cittadini, che prevede sia vantaggi che svantaggi.

Tra i vantaggi elenchiamo la produzione di energia, di teleriscaldamento, incremento di qualche unità occupazionale.

Tra gli svantaggi qualche profumino, ovviamente non comparabile con quelli storicamente noti, nonostante gli sforzi.

Infine, se si andrà a dismettere completamente la lavorazione dell’organico s’intravvedono rischi di riduzione della forza occupazionale impegnata oggi direttamente sul ciclo di controllo e produzione del compostaggio, con ricadute anche non positive sull’indotto specifico d’area.

Guido Olivero

62 commenti

  1. Il discorso dei “rifiuti” dovrebbe essere approfondito nei vari aspetti. Io ricordo che nell’era “anteburocrazia parassitaria” i rifiuti venivano gestiti in modo molto saggio e corretto. Esempio la carta veniva custodita con molta cura, gli olii usati venivano stoccati con altrettanta cura e così pure altri rifiuti cosidetti “pericolosi” venivano stoccati e custoditi con cura e “sotto chiave” perchè avevano un “valore” Una o più volte all’anno passava un “ambulante” che pesava e PAGAVA i suddetti rifiuti. Sottolineo pagava, ciò significava che nessuno aveva interesse ad abbandonare questa “merce” che aveva un suo valore commerciale. Poi a qualcuno è venuto in mente il “businnes” e, smantellata la filiera PULITA e redditizia per una catena di persone, ha emanato una serie di norme al fine di creare degli apparati burocratici, a mio parere inutili, che, oltre a DISINCENTIVARE la raccolta e la custodia dei rifiuti, ha fatto sì che pochi soggetti possano “lucrare” su un attività che prima consentiva ai componenti la “filiera” di sopravvivere con un attività umile ma redditizia. Vedi Pier, questa mini riflessione potrà trovare qualcuno contrario ma io sono certo che per creare nuovi posti di lavoro ed evitare sprechi, sarebbe necessario “riformare” parecchie riforme. Inutile vantarsi di essere dei riformisti se poi le riforme che proponi invece che rendere alla collettività dei servizi migliori, posti di lavoro, fa l’esatto contrario. La crisi ci sta imponendo dei grandi sacrifici ma avrà pure il vantaggio di far decrescere in modo evidente la massa dei rifiuti, vediamolo come un bicchiere mezzo pieno, anche se con amarezza. ciao Pier, Buon Papa e Buona Pasqua a tutti! :-)

  2. Spett. Sig. Guido Olivero nessuna Amministrazione o Consiglio Comunale della città di borgo è in grado di risolvere il problema dei odori della discarica nonostante in campagna elettorale si sono dette tante belle parole x “accappararsi “un piccolo voto per la Poltrona più Prestigiosa del Consiglio Comunale…. Dunque tante belle parole x poi svanire nel nulla come dopo ogni campagna elettorale… Nel frattempo i problemi rimangono assieme agli odori . Peccato un altra occasione x migliorare la nostra città e sopratutto l ambiente

  3. Grazie x il suggerimento ma ancora una volta devo disdire la tua speranza…. Preferisco remare contro il sistema POLITICO locale anche perchè ci sono ancora molti SCHELETRI negli armadi del comune che da ormai da DECENNI che ne fanno da padrona…. Perciò il sottoscritto assieme ad altri (siamo in tanti) rimaniamo dell idea che dobbiamo cambiare il sistema POLITICO attuale Ovviamente sempre nel rispetto delle regole…..

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