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POLITICI, IMPARIAMO A SELEZIONARLI

politiciPer scegliere i rappresentanti giusti serve più trasparenza e informazione sul loro operato e su quello della pubblica amministrazione.

A dimostrarlo studi su Brasile, India e Uk

In un mondo sempre più complesso la qualità della leadership diventa ogni giorno più importante.

Questo vale nel business così come in politica.

Occorrono dirigenti in grado di interpretare le complessità del mondo in cui viviamo e di generare idee e progetti fattibili, con una visione che vada oltre il breve periodo e oltre i provincialismi.

Nel caso della classe politica, sarebbe anche utile se dimostrasse più attenzione per l’interesse generale e se fosse maggiormente capace di isolare i corrotti.

Sono cose che si sentono dire spesso.

La domanda più importante è allora: come fare in modo che i processi democratici selezionino persone all’altezza delle sfide che ci attendono piuttosto che una schiera di ex portaborse?

Se è purtroppo vero che la ricetta infallibile non esiste e che qualsiasi soluzione sarà sempre imperfetta, è anche vero, però, che è possibile migliorare, e di molto, rispetto al punto in cui siamo.

Occorre sicuramente una legge elettorale migliore, e di questo si discute molto.

Ma occorre anche maggiore trasparenza e informazione sull’operato dei politici e della pubblica amministrazione e di questo si parla meno.

L’evidenza empirica di diversi paesi mostra chiaramente che maggiore trasparenza e informazione spesso fanno la differenza.

politici1Da uno studio sull’India, ad esempio, emerge che i governi degli Stati con maggiore circolazione di giornali reagiscono più efficacemente, in caso di calamità naturali, per alleviare le sofferenze delle popolazioni colpite (Besley e Burgess, The Political Economy of Government Responsiveness: Theory and Evidence from India, Quarterly Journal of Economics, 2002), mentre uno studio condotto in Brasile mostra che maggiore trasparenza e informazione favoriscono la rimozione di sindaci corrotti da parte degli elettori (Ferraz e Finan, Exposing Corrupt Politicians: The Effect of Brazil’s Publicly Released Audits on Electoral Outcomes, Quarterly Journal of Economic, 2008).

Infine, una ricerca dell’Università di Londra, sullo scandalo dei rimborsi spese nel Regno Unito, mostra che ciò che determina la punizione elettorale per i politici coinvolti nello scandalo non è tanto l’ammontare sottratto alle casse dello stato, quanto invece il numero di articoli di giornale che rivelano il comportamento del parlamentare in questione (Larcinese e Sircar, Crime and Punishment in the UK: Accountability Channels Following the Expenses Scandal, working paper London School of Economics, 2012).
 
Possiamo dunque fare qualcosa di concreto per migliorare la trasparenza nella gestione della cosa pubblica nel nostro paese?

È bene a questo punto ricordare che lo scandalo dei rimborsi spese nel Regno Unito è stato originato, sebbene indirettamente, dalle richieste presentate al Parlamento da alcuni giornalisti i quali chiedevano di poter avere accesso a tutte le ricevute presentate dai parlamentari in supporto dei propri rimborsi spese.

Tali richieste si fondavano sul Freedom of Information Act, che sancisce che le informazioni detenute dalla pubblica amministrazione appartengono ai cittadini e i cittadini hanno diritto di conoscerle.

politici2Spetta poi alla pubblica amministrazione dimostrare che alcune informazioni devono rimanere segrete nell’interesse stesso dei cittadini (come alcune informazioni di natura militare o di politica estera).

Il parlamento britannico ha provato invano a impedire che le informazioni sui rimborsi spese fossero rese pubbliche.
 
Varianti del Freedom of Information Act sono state adottate nella maggioranza dei paesi avanzati, ma non in Italia, dove un cittadino può avere accesso solo a informazioni che lo riguardano direttamente (e anche in tal caso non mancano ostacoli).

Sarebbe allora bene che anche nel nostro paese si facesse uno sforzo per rendere l’operato degli amministratori pubblici più trasparente e quindi più responsabile.

Una legge sulla libertà di informazione che favorisca la trasparenza, insieme con mass media e giornalisti meno legati al potere, aiuterebbero a selezionare una classe politica più onesta, più competente e probabilmente più adeguata a fronteggiare le sfide degli anni a venire.

Guido Olivero

74 commenti

  1. Prima di parlare di “selezionare” io direi di “smantellare” un sistema governativo che è ormai superato. L’informatica deve sostituire il sistema gestionale “corrotto” dei soldi pubblici, quelli, tanto per chiarire dell’IMU, dell’IRPEF, deii’IVA, delle ACCISE, dei BOLLI e dei 1000 balzelli inventati dai nostri burocrati. Dobbiamo “licenziare” un esercito di “parassiti” politici e pubblici dipendenti e delegare, per decisioni sugli appalti e sulla spesa pubblica di qualsiasi genere, il sistema informatico. Con gli strumenti a disposizione è ormai possibile programmare dei computer che sostituiscano nelle decisioni le persone che, come sappiamo, per tanto che siano selezionate, sono pur sempre soggetti al grande difetto della “avidità” classica dell’uomo. Se non si prende atto che ormai la spesa “improduttiva” è diventata INSOSTENIBILE potremo selezionare con la massima cura ma non usciremo mai da questa situazione DISASTROSA. So di essere “fissato” e magari anche ripetitivo ma mi sembra troppo evidente che questo è il grande problema ma che nessuno si sente di affrontarlo: licenziare un operaio FIAT è possibile, licenziare un pubblico dipendente MAI!! Non sarò molto condiviso ma so di essere sulla via inevitabile per il risanamento, ciao Pier

  2. Per informazione il sistema lavori pubblici e già gestito informaticamente. Salvo per le opere in deroga introdotte dal l’ultimo governo e dai precedenti vedi opere straordinarie gestite dalla protezione civile… purtroppo per avere una amministrazione pubblica efficiente servono dirigenti capaci e in Italia non ci sono molte scuole… Per La politica a mio parere basterebbe molto turn over

  3. Caro GM, forse non mi sono spiegato, per gestione informatica io intendo che non sia più l’uomo a decidere su appalti e spesa pubblica ma un “computer”. Di dirigenti capaci ce ne sono, anche troppi, bisogna “tagliare”. Ho appena sentito che senza l’IMU non si potevano più pagare i pubblici dipendenti, Monti ha scelto la via dell’aumento delle tasse, un saggio politico di anni or sono disse che: “tutti sono capaci ad aumentare le tasse per coprire le spese, ma pochi sono i veri amministratori che sanno tagliare le spese improduttive e gli sprechi senza intaccare i servizi” Ribadisco il concetto che un operaio “produttivo” non può più mantenere tutti coloro che gli gravitano attorno, pena la chiusura per fallimento dell’impresa per la quale lavora. Sta succedendo alla grande in Italia ma, come al solito, i nostri politici invece di intervenire, apettano che la nostra “buona stella” ci salvi. Io, da buon realista, non vedo altre soluzioni che quella prospettata nel precedente intervento, cioè mandare a lavorare molti pubblici dipendenti alla FIAT o in altre fabbriche produttive.

  4. ….una legge sulla libertà di informazione….impossibile visto che i maggiori partiti detengono la proprietá delle testate giornalistiche (vedi” il coriere della sera….il giornale….la padania) ricordo all inserzionista di questo articolo che il Brasile ha un altissimo livello di corruzione sia POLITICO che ECONOMICO e SOCIALE……nulla da paragonare agli altri due Stati citati Gb e India….per quanto riguarda l italia d accordo con te Pier x il “tur nover” dei politici sia a livello locale e Nazionale…
    Ps. Che ne dite di adottare il sistema elettorale Brasiliano che in caso di mancata partecipazione al voto da parte del cittadino viene privato di tutti i servizi fino a che esso non paghi una multa x il mancato voto ? (vedi costituzione dello stato Brasiliano)

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